DIEZ MIL GUINEAS

Che 10.000 ghinee corrispondano a più di 10.000 euro poco importa. Il suono delle tre parole messe in fila – diez, mil, guineas – giustificava lo sproposito monetario. È questo l’ultimo dei tre pezzi dell’ultima parte del disco ed è il saluto che caprone, pittore e musico vogliono dare all’ascoltatore.

Musica e testo nascono contemporaneamente qualche mese fa sull’onda emozionale che seguì alla visione di alcune foto scattate dal mio amico fotografo Antonello Veneri ai moradores de rua brasiliani. Sono immagini che ritraggono la leggerezza che si crea a lato della disperazione, come un risucchio d’aria, come l’onda circolare che si alza quando si getta un sasso nell’acqua ferma.

Moradores de de rua – immagini

Le parole della canzone sono scritte in prima persona e sono un pensiero detto a voce alta da uno dei personaggi di quelle foto.

Prima dell’ultima strofa c’è un ritornello, il conosciuto “Ay mamá, que pasó” che spesso si ritrova nella musica sudamericana. Lì dietro, in sottofondo, ad ascoltare bene si sente il suono di una fisarmonica. Fu lo stesso Antonello che una sera di tanti anni fa, di fronte al Teatro Sociale di Trento, cacciò fuori dalla tasca del cappotto proprio quella fisarmonica (ancora non mi capacito di come sia riuscito ad infilarcela) e dopo avermi raccontato un’improbabile storia di marinai, sirene e correnti marine governate da piovre musicali mi chiese di conservarla sino a quando un re muto ma dalle molte dita fosse venuto a reclamarla.

Ad oggi non si è fatto ancora vedere.

Diez mil guineas

Tengo diez mil guineas
Y quiero derrocharlas
En regalos pa mis amigos
En regalos pa mi amor

No quiero volver a casa
Porque me he acostumbrado
Al vacío de mi alma
Al vacío de mi corazón

No hay un lugar seguro
Donde pueda esconderme
De los gritos de la gente
De los gritos de la ciudad

Ahora no tengo más guineas
Y mis brazos piden paz
Al mundo que me rodea
Al mundo que me parió
Por el mundo que me rodea
Por el mundo que me parió

Ay mama que pasó
Ay mama que pasó

Ahora no tengo más guineas
Y mis labios piden paz
Al mundo que me rodea
Al mundo que me parió
Por el mundo que me rodea
Por el mundo que me parió

(Ho diecimila ghinee / e le voglio sperperare / in regali per i miei amici / in regali per il mio amore / non voglio tornare a casa / perché mi sono abituato / al vuoto della mia anima / al vuoto del mio cuore / Non c’è un luogo sicuro / dove possa nascondermi / dalle grida della gente / dalle grida della città / Adesso non ho più ghinee / e le mie braccia chiedono pace / al mondo che mi circonda / al mondo che mi partorì / per il mondo che mi circonda / per il mondo che mi partorì / Ahi mamma che cosa è successo? / Adesso non ho più ghinee / e le mie labbra chiedono pace / al mondo che mi circonda / al mondo che mi partorì / per il mondo che mi circonda / per il mondo che mi partorì)

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